SEGUENTO IL PERCORSO TRACCIATO DA PELLICOLE COME

SHUTTER ISLAND

 INCEPTION

E

Noi siamo ciò che pensiamo. O la realtà è solo una forma soggettiva della propria emotività e del proprio intelletto. Questo dibattito filosofico è un'idea ossessiva per molti straordinari cineasti che, dopo essere partiti alla scoperta della complessità e dei paradossi della mente umana, sono riusciti a creare universi immaginari magnetici in cui i protagonisti sono una specie di cavia prigioniera nel labirinto della loro immaginazione. Michele Di Rienzo si approccia in modo simile nel suo cortometraggio, "Simmetria", seguendo in qualche modo il percorso tracciato da pellicole come "Shutter Island" e "Inception", al fine di costruire un affascinante protagonista la cui lotta per ottenere la propria integrità mentale è limitata tra realtà e fantasia.

 

Fedele a un'incredibile estetica cinematografica per la quale improvvise transizioni temporali sono una formula essenziale nella graduale tensione epica, il regista esplora con la versatilità e la precisione di un professionista i conflitti interiori di un protagonista votato all'autodistruzione, non potendo esorcizzare i propri demoni risvegliati dalla violenta intrusione della morte nel suo contesto familiare.

 

L'alienazione mentale definisce così il nucleo di questo progetto travolgente, che oscilla tra tenerezza e violenza viscerale, al fine di catturare con la chiarezza e la durezza di un diamante la moltitudine di lati più o meno visibili dell'essere umano, per i quali realtà e immaginazione sono due mondi con una coerenza intercambiabile.

 

Nonostante l'aiuto di uno specialista, Ludovico non è in grado di accettare i limiti della realtà in cui vive. Ma la verità è così sfuggente che la mente del protagonista non può più discernere chi sono i suoi veri amici e chi sta cercando di convincerlo di le fantasie che affronta. Il fantasma che popola i suoi ricordi fornirà la risposta di cui ha bisogno?

Costruito come un periplo ellittico, che sintetizza più di un decennio della tumultuosa vita interiore del protagonista, questo cortometraggio ha la densità narrativa di un film che Michele Di Rienzo riesce a sublimare in immagini suggestive e sorprendenti, seguendo un processo permanente di inganno nei confronti delle aspettative degli spettatori. La fluttuazione tra l'interno e l'esterno della mente del protagonista genera un'esperienza empatica e vertiginosa in base alla quale il regista si propone di evitare la formula generale di un filo narrativo coerente, proprio per catturare l'evanescenza dei pensieri di un individuo che è diventato prigioniero delle sue stesse illusioni. Pertanto, senza optare per un finale ben definito e senza esaurire completamente la coerenza psicologica dei conflitti umani rappresentati con l'accuratezza di un regista professionista, "Simmetria" definisce un'esperienza cinematografica attenta e provocatoria sulla fragilità della mente umana e sulla relatività dei confini che la nostra sensibilità pone tra realtà e incubo.

 

Per la forza visionaria con cui il regista coglie l'incoerenza della realtà di quelli privati ​​della propria integrità emotiva e per la versatilità con cui si fonde in uno schema cinematografico attento e ingannevole, transizioni spazio-temporali in cui si infrange il confine tra realtà e finzione, " Simmetria 'è stata insignita del premio Film del mese nell'edizione di settembre 2019 di TMFF.